Discoteche: accettabile riaprire con green pass e tamponi?

16 mesi di chiusura e ancora nessuna certezza per la stagione estiva 2021, è questa la situazione delle discoteche, unico settore a non vedere ancora la luce dall’inizio della pandemia. Per capire meglio la situazione, è stato ospite con noi Maurizio Pasca, presidente Silb-fipe.
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16 mesi di chiusura e ancora nessuna certezza per la stagione estiva 2021, è questa la situazione delle discoteche, unico settore a non vedere ancora la luce dall’inizio della pandemia. Per capire meglio la situazione, è stato ospite con noi Maurizio Pasca, presidente Silb-fipe.

Maurizio Pasca, presidente Silb-fipe, associazone italiana imprese intrattenimento serale e notturno. Allora Maurizio da dove vogliamo partire, confermi settore colpito al 100% perché a parte una piccola parentesi siete sempre stati chiusi.

Siamo chiusi ininterrottamente da 16 mesi, dal 23 febbraio dello scorso, tranne quella piccola parentesi estiva dove hanno potuto riaprire solo il 20% delle imprese dell’intrattenimento e dello spettacolo, dal 17 giugno al 17 agosto fino che non c’è stata l’ordinanza del ministro Speranza che ha chiuso definitivamente il settore, ripeto sono 16 mesi che siamo ininterrottamente chiusi. Sono state riprogrammate le riaperture di tutte le attività economiche del paese, tranne quelle dell’intrattenimento e dello spettacolo, in questi giorni ce n’è un gran parlare ma attualmente non c’è nulla di certo.

Ecco voi avete lanciato il grido d’allarme da sempre, come tutte anche se la altre gradualmente hanno ripreso fatta eccezione per la vostra, ovviamente voi avete sempre chiesto di tornare a lavorare in sicurezza ovviamente, cosa avete chiesto al governo, che poi è rimasto inascoltato, perché noi ne stiamo parlando oggi a distanza di 16 mesi, quindi in realtà quello che voi avete chiesto non è mai stato preso in considerazione, che cosa avete sempre proposto?

Noi ci siamo resi promotori di un protocollo sulla sicurezza Covid 19 che abbiamo sottoposto al cts e al ministero della salute, per fare dei test sperimentali in due località italiane, uno a Milano l’altro a Gallipoli, uno al chiuso e l’altro all’aperto, ma non abbiamo nessuna risposta in merito. Ora si parla di green pass noi accettiamo con favore l’idea di questo green pass, che significa che chiunque va in discoteca ha già contratto il virus, o ha fatto il vaccino o si è sottoposto al tampone nelle 36 ore precedenti all’ingresso in discoteca.

Ecco in sovraimpressione abbiamo proprio il quesito “accettabile riaprire con green pass e tamponi?”, si parla di una riapertura a luglio, non immediata quindi e sono tutte proposte per adesso, a fronte proprio dell’immunizzazione dei più giovani, perché a luglio non tutti ma quasi avranno avuto la prima dose del vaccino. Riapertura a luglio, cosa ne pensi? Perché comunque la stagione è già partita e si deve fare anche una distinzione tra locali al chiuso e locali all’aperto, la vedi una strada percorribile quella di avere il pass?

Ma se il problema della tardata riapertura della nostra attività sono gli assembramenti, questi si vedono ormai dappertutto, basta andare in uno stabilimento balneare o in un centro commerciale oppure prendere l’aperitivo sui navigli a Milano piuttosto che a Trastevere o Campo dei fiori, basta farsi una passeggiata nel centro di qualsiasi città italiana per riscontrarlo, allora perché avere paura degli assembramenti, tra l’altro diciamo che si può entrare solo con il green pass. Se ciò serve a far ripartire il settore, quello più danneggiato, allora va bene il green pass, che va bene fin tanto ci sono le condizioni di emergenza, dopo ovviamente non servirà più.

Si era parlato anche di tamponi, quello magari è un po’ più macchinoso per chi magari non si è ancora vaccinato, perché bisogna mettere in conto che molti giovani si vaccineranno dopo luglio, in quel caso, perché poi escludiamo il fatto di ballare con la mascherina, perché tu Maurizio dici ì, si gli assembramenti si verificano anche in altre situazioni, ma magari c’è la mascherina e con questo non sto dicendo, anzi, io sono a favore di tutte le attività perché mi rendo conto di come deve essere stato questo anno per voi, sto cercando di capire come dare questo messaggio di riapertura in totale sicurezza, ma sto remando insieme a voi. Dico però, che ballare con la mascherina è fuori discussione, quindi su questo cosa mi dici?

Se le discoteche diventano dei locali da ballo, tenendo conto che il 70% dei locali di intrattenimento non hanno capienza superiore a 200/300 posti quindi numeri esigui, quindi il tampone se serve per entrare, va bene anche quello, ma il nostro obiettivo è quello di far diventare le discoteche delle bolle di sicurezza sanitaria, è ovvio che non si può mantenere il distanziamento, ma così come in nessun altro luogo, io sono in possesso di centinaia di video da tutta Italia, dove gli assembramenti sono dappertutto e anche senza mascherina, quindi noi vogliamo riaprire in totale sicurezza per gli avventori che verranno nelle discoteche.

Si anche perché l’anno scorso c’era stato quel fatto, che sicuramente era diverso l’anno scorso perché non c’erano i vaccini, ma non citiamo un noto locale in cui c’era stato un focolaio e anche per quello si è deciso di chiudere nuovamente i locali, ricordiamo il fatto che ha scatenato il passo indietro, ma, la situazione è diversa quest’anno? E domanda numero due, i protocolli di sicurezza di cui parlavi prima sono stringenti, voi per primi immagino che vogliate ripartire tu hai parlato di bolla di sicurezza, ho tracciato un collegamento rispetto a quello che è successo l’anno scorso, perché il timore è quello, il contatto c’è quindi la gente può aver paura.

Ma siamo sicuri che gli untori della pandemia siano state le discoteche lo scorso anno?

Nono assolutamente, non c’è nessuna sicurezza.

L’anno scorso hanno potuto riaprire per un periodo molto limitato circa 500 discoteche, gli assembramenti in discoteca li abbiamo visti in riviera adriatica, in Salento, in riviera tirrenica e non è successo assolutamente nulla e qualcuno si potrà chiedere come mai solo in quella nota discoteca in Sardegna, ma non c’è stato nessun contagio in nessuna delle 500 discoteche che hanno potuto riaprire e ripeto solo fino al 17 di agosto, poi chiuse definitivamente. La curva dei contagi si è alzato verso la fine di settembre, inizio ottobre, esattamente due mesi dopo la chiusura delle discoteche, quindi gli untori non sono state le discoteche, ma piuttosto la riapertura delle scuole e il fatto che sono tornati efficienti al 100% tutti i trasporti.

Maurizio quindi, per arrivare alle cose pratiche, si parla di riapertura a luglio, ma tu riapriresti domani, non luglio perché manca ancora un mese.

Con i vaccini che vanno a gonfie vele, si stanno vaccinando intorno alle 500/600 mila persone e di questo bisogna essere grati al commissario generale Figliuolo per l’impegno che ci sta mettendo, quindi vaccinando più persone, più si raggiunge la soglia di sicurezza più si avvicina la normalità. Ai primi di luglio manca un mese, in questo mese credo che la curva scenderà ancora ulteriormente e mi auguro che potremo trascorrere l’estate in tranquillità.

Certo, anche perché poi insomma, è tutto collegato, turismo, estate, persone che vogliono divertirsi e distrarsi, non solo dopo un anno di lavoro ma anche di pandemia, avete già un programma o aspettate cosa vi dicono?

Noi ci aspettiamo che quanto prima si possa esprimere il cts e il ministero della sanità per riaprire almeno a luglio e salvare almeno la stagione perché oltre al 30% delle attività che hanno già chiuso se ne potrebbe aggiungere un ulteriore 40%.

Infatti, ecco cosa ti volevo chiedere, quante hanno chiuso, non riapriranno più?

Qualsiasi azienda, dopo 16 mesi di chiusura, pagando affitti, utenze e anticipando anche la cassa integrazione, è destinata a chiudere e naturalmente si tratta di veder fallire i propri investimenti e i sogni di una vita.

Ecco, quindi il 30% che ha già chiuso e ribadiamo quante invece, se non ripartirà la stagione, sono destinate ancora a chiudere, il 40%?

Esattamente, perché altri tre mesi significherebbero 19 mesi di chiusura, quale azienda è in grado di resistere dopo quasi due anni di chiusura?

E di aiuti non avete ricevuto nulla?

Stendiamo un velo pietoso sugli aiuti, i ristori sono stati ben poca cosa rispetto alla perdita di fatturato effettiva, gli aiuti sono stati molto più efficienti in altre attività economiche del paese e parlo di cinema, teatro e spettacoli, noi siamo stati completamente dimenticati. Non dimentichiamo che dietro a 3000 discoteche ci stanno 100.00 lavoratori e dietro ci stanno le famiglie, almeno che per il governo non siamo attività non essenziali.

Maurizio Pasca, ci sentiamo presto, per capire, io lo do per scontato, come partirà la stagione estiva 2021. Grazie mille per essere stato con noi

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