8 Marzo – 8 Agosto, donne e lavoro: facciamo il punto

Continua l’impegno mensile dell’Osservatorio permanente D&I di Le Fonti avviato l’8 marzo scorso in occasione della Maratona televisiva #lefonti8marzo “Donne e Lavoro”. Quattro mesi dopo, torniamo a monitorare i dati dei nostri settori di riferimento: legal, asset, assicurazioni, società quotate.

Partiamo dal settore Legal. Si conferma la vocazione “al maschile” per Chiomenti. Dopo aver rivisto, nei mesi scorsi, la governance con il coinvolgimento di due sole avvocati donne, sono arrivate le nuove promozioni: tre uomini promossi soci. Donne? Nessuna. Così, uno degli studi più importanti e rappresentativi in Italia conta al momento 61 partner di cui solo sei sono donne. Inammissibile in qualsiasi discorso in cui rientri il tema “diversity & inclusion”. La nota positiva arriva da uno studio tradizionalmente attento al tema D&I, Rödl & partner. Sono stati promossi otto nuovi senior associate: cinque donne e tre uomini. Da prendere a esempio.
Continuiamo con il risparmio gestito. Sforzi per diminuire le pari opportunità all’interno della società Columbia Threadneedle. Sforzi che però non hanno portato a risultati rilevanti dal 2014 a oggi. Secondo il documento della società, che in Italia è guidata da Alessandro Aspesi, permangono differenze abissali nelle condizioni economiche riservate alle donne lavoratrici. Lo stipendio medio infatti di una professionista donna, sarebbe del 29,2% in meno di un suo collega uomo di pari grado, e i bonus percepiti sarebbero inferiori addirittura del 61,2%. Guardando alla collocazione all’interno dell’organigramma, la presenza di donne aumenta al decrescere delle posizioni più importanti e remunerate. Non stupisce che questo atteggiamento si rifletta anche dalla propensione alla comunicazione degli investimenti ESG, che ricordiamo coinvolgono anche le tematiche di inclusione e sociali. Secondo un recente sondaggio realizzato dal centro studi del magazine Le Fonti Asset Management su un panel di oltre 1000 consulenti finanziari e private banker, Columbia Threadneedle non è percepita come un asset manager con expertise per gli investimenti sostenibili.
Svolta invece al femminile per Unicredit. Sono 4 le posizione di leadership assunte da donne ai vertici dei comitati endoconsiliari di Unicredit. Un attenzione sempre più importante verso i temi ESG, dimostrata dalla creazione della nuova struttura a capo della quale siede Francesca Tondi, con lei Maria Pierdicchi, Elena Carletti e Jayne-Anne Gadhia.
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Buone notizie dal comparto assicurativo. Accanto a Bruno van Lierde, Presidente del consiglio di amministrazione, la filiale europea di Lloyd’s Insurance Company ha dichiarato l’ingresso di 3 figure femminili. Nello specifico Nicole Verheyen con la carica di presidente del comitato controllo e rischi; Amélie Breitburd che siederà nel gruppo audit nel comitato rischi; e Angela Crawford-Ingle.
Come spiega una nota dei Lloyd’s il team lavorerà insieme per supervisionare il nuovo modello operativo per i Lloyd’s Europe, con il fine di sfruttare le opportunità di crescita che i Lloyd’s vedono in Europa.
Nuovo passaggio di testimone anche per CBP Italia, fornitore di servizi nel settore Brokers di assicurazione. Diversa la strategia di azione dell’azienda, che in questo caso vede due nuove cariche tutte al maschile: Andrea Bellemo nel ruolo di Direttore Generale e Eric Lasaygues come Presidente. Nessuno spiraglio di approccio al tema dell’inclusione per le assicurazioni italiane nell’ultimo mese.

Nomina di peso nelle società quotate. Dopo una carriera ricca di soddisfazioni, diventa Presidente Rai Marinella Soldi. La manager aveva precedentemente ricoperto l’incarico di CEO di Discovery Network in Sud Europa per 10 anni; è stata Senior Manager in MTV Networks Europe e Senior Vice President dello sviluppo strategico a Londra, nonché direttrice generale di MTV Italia a Milano. Presidente della Fondazione Vodafone Italia, è stata anche consigliere indipendente di Nexi, Italmobiliare a Ariston Thermo. Successi e traguardi che l’hanno portata a fine luglio ad accogliere la carica di Presidente RAI. Meno bene invece per Tim, che annuncia una riorganizzazione di responsabilità nella prima linea manageriale dimenticandosi delle quote rosa e mettendo in campo un team manageriale tutto al maschile. La Funzione Chief Revenue Office viene affidata a Stefano Siragusa; quella di Chief Technology & Operations Office a Nicola Grassi ed infine la Funzione Procurement a Paolo Chiriotti.

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