Parola al Direttore – Feltri: “No vax? Se crepano, spero che almeno si paghino il funerale”

Una nuova puntata di “Parola al direttore” in compagnia di Vittorio Feltri, che, come di consueto non si è trattenuto nelle esternazioni e opinioni, in merito ai temi più caldi di questo periodo, tra cui Green Pass ed elezioni amministrative.
Vittorio Feltri
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Una nuova puntata di “Parola al direttore” in compagnia di Vittorio Feltri, che, come di consueto non si è trattenuto nelle esternazioni e opinioni, in merito ai temi più caldi di questo periodo, tra cui Green Pass ed elezioni amministrative.

Le vecchie abitudini non si cambiano e si dice anche che “squadra che vince non si cambia” e allora eccoci tornati qui con Vittorio Feltri, direttore editoriale di Libero. Dopo questa pausa estiva, che però ci ha fatto riflettere su alcune notizie, se tu sei d’accordo io partirei sempre dal tema Covid, ma analizzando due aspetti che sono importanti in questo momento, il primo è quello delle vaccinazioni, con una fetta di popolazione che ancora non si è vaccinata e l’altro è il green pass. Se sei d’accordo partiamo da questo così ce lo leviamo dalle scatole.

Si perché non se ne può più del Covid, da quando ho fatto entrambi i vaccini non penso più al Covid, perchè mi sento protetto, perché io ho sempre avuto paura di quello non dei vaccini, se ci sarà da fare anche la terza dose mi presenterò puntuale e farò anche quella, nella convinzione che è meglio sfidare il vaccino che il Covid, perché se ti becchi il primo hai una possibilità su un milione di avere delle conseguenze, se ti becchi il Covid le cose si complicano.

Ecco il primo dibattito è questo: vax- no vax, anche con toni anche un po’ fuori luogo, adesso al di la della scelta di ciascuno che è libera, almeno finché non si arriverà all’obbligo vaccinale, tu pensi che si arriverà a quella prima o poi?

Devo dire che molti vaccini sono già obbligatori, io ho fatto vari vaccini, 4 o 5, nessuno protestava, adesso c’è la moda dei no vax, quindi ci sono quelli contrari al vaccino anti Covid, io credo che sia un modo sbagliato di ragionare, ma non posso impedire alle persone di essere stupide. Quindi lasciamogli questa mania di non vaccinarsi, l’importante è che se crepano si paghino da soli il funerale, visto che le spese sanitarie quelle vanno pagate sempre dalla comunità.

Ma visto che i toni sono stati molto aspri, indipendentemente dalla scelta lecita di non vaccinarsi o meno, finché non è obbligatorio, credi che possa trasformarsi in qualcosa di sociale e importante questo tema?

Io non credo perché i no vax sono una minoranza irrisoria, è numerosa, diciamo portata a compiere atti di violenza, come abbiamo visto nelle manifestazioni, allora non riesco a capire perché loro possono arrabbiarsi contro di noi che facciamo il vaccino, ma noi che facciamo il vaccino non possiamo arrabbiarci con chi non lo fa. Mi sembra un atteggiamento mentale veramente dissennato.

Green pass che è direttamente collegato, perché il vaccino non è obbligatorio, ma se tu mi obblighi a esibire il green pass soprattutto nei locali al chiuso, e ora si parla anche dei luoghi di lavoro, è come dirmi: devi fare il vaccino. Perché parliamo di quotidianità, abitudini, quindi in questo senso potrebbe portare a qualcosa di più rischioso, al livello sociale sempre?

Intendiamoci, non sono un profeta, quindi non posso immaginare cosa succederà domani, però la mia sensazione è che si tratti di un fenomeno marginale, continueremo a fare i vaccini, avremo i green pass, sono tutte scocciature mi rendo conto, ma siamo di fronte ad una pandemia che ha fatto molti morti, quindi dobbiamo avere una certa prudenza.

Green pass tu sei per l’obbligatorietà?

Io sono per l’obbligo anche vaccinale, per le ragioni che dicevo prima.

Si parla di vaccino sperimentale, che abbiamo fatto da cavie?

Tutti i vaccini sono sperimentali. Alla fine non è morto nessuno, 2/3 che avevano delle malattie pregresse e non lo sapevano.

Restiamo ancora un istante sul tema green pass, ma al livello politico, perché anche all’interno della maggioranza c’è un po’ di maretta, per esempio Salvini, la tensione c’è, tanto che Letta dice che se Salvini non sposa le idee della maggioranza può anche andarsene, l’ho un po’ parafrasato ma il senso è quello.

Si il senso è questo. Io credo che Salvini sia difficile da comprendere perché ricordo a tutti che Salvini fece il primo governo con il movimento 5 stelle e qualcosa di buono l’ha fatto, quando era ministro dell’interno si era comportato in modo efficace, dopo di che per motivi che non ha chiarito è uscito dal governo e ci è rimasto per un bel po’. Poi arriva Draghi e Salvini rientra nella maggioranza, con il movimento 5 stelle, da cui si era staccato per motivi inspiegati, ma anche con l’avversario storico, il PD, tanto vero che i consensi si sono abbassati parecchio. Questo dovrebbe far riflettere anche sul suo modo di comportarsi, dopo di che vedremo, tra poco ci sono le elezioni amministrative, che non sono definitive, ma parziali, ma vedremo un po’ come andranno le cose. Poi c’è la Meloni che ha mantenuto un atteggiamento coerente, criticabile per chi desidera farlo, ma coerente. Draghi è una persona seria, le cose riesce a farle in modo decente quindi il governo va avanti, ma è chiaro che dentro la maggioranza c’è una situazione di litigio continuo che non piace.

In realtà volevo arrivare proprio alle amministrative, intanto Giorgia Meloni che ha avuto la meglio in questo periodo politico, tu hai deciso di candidarti a Milano con Fratelli D’Italia.

Me l’ha chiesto la Meloni, io sono suo amico, quindi si ho accettato di fare il capolista e vediamo cosa succede, peraltro a me basta prendere un voto in più della Lega, vediamo cosa succede ma sicuro non mi spacco la testa anche se questo non dovesse succedere.

Quando parliamo di piazze come Milano/Roma, si è sempre detto che in qualche modo dessero un’indicazione di gradimento degli italiani al livello nazionale, quindi per le politiche, anche in questo caso?

Diciamo che non sono lo specchio fedelissimo della realtà, è uno specchio deformante, ma uno specchio. Come la storia dei sondaggi, mi rendo conto che un conto è l’urna e l’altro il sondaggio, perché il sondaggio lo fai con delle telefonate e in quel momento uno non pensa. Però anche se mutano, non lo fanno di molto. Lo è anche allo stesso modo il voto amministrativo, anche perché sono parecchie le città dove si vota, quindi capiremo qualcosa, non tutto, ma qualcosa.

Ma su Milano, che è la piazza dove ci sei tu, azzardi a fare un pronostico?

Si io lo azzardo, Milano ha la popolazione da fighetti come si vuol dire e i fighetti per sentirsi tali, votano la sinistra. Saranno affari loro, ma è difficile che il centro destra riesca a vincere e diventare sindaco perché questo Sala, che è un signore alla moda, che ha promosso i monopattini, fatto le ciclabili e infischiato delle periferie. Ha amministrato per assecondare le mode pseudo culturali, che poi di culturale non hanno nulla.

E su Roma?

Li è più complessa la cosa, perché ci sono situazioni paradossali come quella dei rifiuti, come è possibile che una città come Roma non abbia un bruciatore? Per cui Roma è costretta a portare i rifiuti qua e là, creando dei disagi in città…ha conservato i cassonetti, che si riempono in fretta, fanno schifo e arrivano gli animali, anche solo questo fa impressione. Poi i trasporti non funzionano, quindi non penso che la Raggi possa aspirare a mantenere il posto di sindaco. C’è quel tizio di destra, di cui non ricordo il nome, che tutti lo criticano e proprio per questo vincerà.

Ti faccio una domanda di economia e parto da un titolo che leggo su Libero, Draghi ci sommerge di cartelle esattoriali dopo lo stop per la pandemia in arrivo entro la fine dell’anno 25 milioni di notifiche, ecco a partire proprio da questo che previsioni possiamo fare per il nostro paese alla luce dei dati sul lavoro, incertezze etc?

Io non faccio previsioni, io mi attengo ai dati e questi dicono che l’economia ha già rincominciato a crescere, il PIL è già aumentato del 6% e sono sempre dell’idea che non esista nemmeno il problema della disoccupazione per esempio Bergamo che è la città dove sono nato, ha il 3% di disoccupati, esattamente come il Giappone, è la città che ha l’occupazione più alta del paese, perché la gente sa fare un mestiere, se tu non lo sai fare è chiaro che rimani disoccupato. È vero che esistono ancora dei lavori manuali, ma questi posti vengono coperti quasi sempre da extra comunitari che si accontentano quasi sempre di un salario più basso. Dopodiché è chiaro che se tu sai fare l’elettricista il posto lo trovi, naturalmente poi c’è lo studio e purtroppo la scuola italiana non è concatenata al mondo del lavoro, perché è ancorata a degli studi che non aprono le porte del lavoro, questo è un altro problema. Poi noi siamo anche ricchi, perché abbiamo dei risparmi pazzeschi nelle banche, quindi cosa vuol dire? Che gli italiani sanno amministrarsi benissimo perché hanno tanti soldi in banca, mentre lo Stato che ha tanti debiti a quanto pare non è abile come gli italiani ad amministrarsi. Mi sembra che questo sia matematico.

Per chiudere questo incontro, non posso non chiederti un tuo parere su quanto accaduto in Afghanistan, di chi sono le responsabilità a tuo parere di questo ritorno al passato?

Io non capisco perché gli americani siano andati in Afghanistan anziché farsi gli affari loro: è vero che ci sono state le Torri Gemelle, ma Bin Laden non era mica Afghano, l’hanno ucciso in Pakistan, quindi perché sono andati a fare la guerra in Afghanistan? Cosa centrano loro? Io sono abituato a farmi gli affari miei, ci rimango vent’anni poi vengo via e me ne fotto, mi sembra un atteggiamento sbagliato, tra l’altro anche l’Italia ha aderito alla missione e mi sono sempre chiesto perché, anche se sappiamo che ci sono gli accordi internazionali. Ma insomma, io sono convinto che in Afganistan non dovevamo metterci piede, invece lo abbiamo fatto e adesso c’è un casino infernale.

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