Google e iTunes stanno rovinando la musica, serve legge su equo compenso

Mario Lavezzi ha attaccato i grandi portali come iTunes che, a sua detta, stanno rovinando l'industria musicale.
Mario Lavezzi
https://www.youtube.com/watch?v=lvwq-qzrr7I

Mario Lavezzi ha attaccato i grandi portali come iTunes che, a sua detta, stanno rovinando l’industria musicale.

Seconda puntata di #LVDP – La versione di Piroso, il nuovo format di Le Fonti Tv condotto dal noto giornalista e anchor Antonello Piroso. In primo piano la rassegna stampa, grazie a cui sono stati approfonditi gli eventi di cronaca, politica e sport più importanti della settimana. Nella seconda parte della trasmissione, “Numeri primi”, ampio spazio a dati e classifiche, con i film che hanno fatto registrare il maggior numero di spettatori in Italia e la classifica degli uomini più ricchi del pianeta. Ospite d’eccezione di Piroso Mario Lavezzi, compositore e produttore discografico che ha ripercorso i suoi 50 anni di carriera nel mondo della musica a fianco di artisti del calibro di Lucio Battisti, Ornella Vanoni, Loredana Bertè.

Queste le dichiarazioni più importanti rilasciate da Lavezzi ai nostri microfoni in tema di SIAE ed equo compenso per i creativi: “Vorremmo che i giovani autori avessero le nostre stesse possibilità che abbiamo avuto noi in passato quando si vendevano i dischi, si vendevano i vinili, poi le cassette e i cd. Il che ha consentito all’industria discografica di crescere tantissimo, di diventare addirittura una delle aziende che produceva più reddito. Con i cellulari anche la musica è diventata liquida e ora non si vende più. Tutto va sui grandi portali come Google, iTunes, YouTube che utilizzano i nostri contenuti, le opere d’ingegno, non solo quelle musicali. Peccato che non si voglia pagare quasi nulla per questi contenuti: una visualizzazione vale 0,0007 centesimi, stiamo parlando di niente. Quindi ci vuole un equo compenso. La legge sul copyright che è stata approvata in Europa fa sì che i grandi portali debbano assicurare un equo compenso ai creativi. Peccato però che in Italia non sia ancora passata. 

News correlate...