La salute dell’industria italiana oggi

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Il momento contradditorio dell’industria italiana, tra il progresso tecnologico e la crisi di alcuni colossi come Alitalia e Ilva. Ne parla Francesco Amendolito.

Ospite di Business Leaders, insieme a Debora Rosciani, Francesco Amendolito, Docente di Diritto del Lavoro all’Università L.U.M Jean Monnet, ha approfondito le tematiche che riguardano l’industria italiana oggi.

L’Italia è un paese con grandi risorse e grandi talenti. È la seconda manifattura europea ma le contraddizioni non mancano e anche le difficoltà a conservare questo primato sono sempre in primo piano.

Del nostro paese si parla in modo positivo quando si valorizzano i talenti e le capacità delle nostre imprese a fare grande il made in Italy nel mondo, ma è un paese dove investire sembra spesso troppo difficile, per gli stessi italiani e anche gli investitori internazionali, come in questo periodo stanno dimostrano ancora una volta due casi eclatanti, Ilva e Alitalia.

Della controversa situazione del settore industriale italiano ha parlato il professor Francesco Amendolito (Founding and Managing Partner di Amendolito e Associati – Docente di Diritto del Lavoro Università L.U.M. Jean Monnet), ospite dell’ultima puntata di Business Leaders condotta da Debora Rosciani.

“Il pacchetto 4.0 di qualche governo fa ha rappresentato una boccata d’ossigeno importante per quelle aziende pronte a cavalcare le opportunità della nuova rivoluzione industriale”, ha spiegato il Prof. Amendolito che, nel corso della puntata, ha parlato anche del decreto dignità che ha ormai un anno e mezzo di vita.

“C’è un equivoco di fondo che pervade il mercato del lavoro: il mercato quantifica e qualifica il bene dei lavoratori sulla base del fatto che abbiano un contratto a tempo indeterminato o meno. Io invece sostengo che in questa particolare fase storica ed economica non si possa prescindere da una condizione più diffusa di flessibilità”.

Infine, una battuta sul grande tema del momento in Italia dal punto di vista industriale: la questione di un rilancio del paese quanto piuttosto una ricerca di soluzione per stati di crisi molto importanti. Da giorni Ilva e Alitalia sono nell’occhio del ciclone, ma in realtà al Mise sono aperti ben 158 tavoli di crisi.

 

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