Il dopo Merkel sui mercati: tempesta in vista?

Nuovo appuntamento con “Il Fatto di Marcotti”, puntuale come sempre ogni lunedì alle ore 11,30, con protagonista il nostro Giancarlo Marcotti. Al centro della puntata di oggi il cambio di rotta delle banche centrali e le elezioni tedesche, che porteranno inevitabilmente dei cambiamenti anche sui mercati e sugli equilibri europei.
Merkel
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Nuovo appuntamento con “Il Fatto di Marcotti”, puntuale come sempre ogni lunedì alle ore 11,30, con protagonista il nostro Giancarlo Marcotti. Al centro della puntata di oggi il cambio di rotta delle banche centrali e le elezioni tedesche, che porteranno inevitabilmente dei cambiamenti anche sui mercati e sugli equilibri europei.

Eccoci tornati in diretta con il nostro appuntamento settimanale de “Il Fatto di Marcotti” e saluto subito il nostro protagonista Giancarlo Marcotti, come sempre la nostra puntata sarà divisa in due parti, dapprima gli scenari politici ed economici, restano ancora temi che preoccupano come l’inflazione o l’occupazione che sono un po’ i due aspetti test per la ripresa. E poi inserito in questo contesto, visto che parliamo di market mover non possiamo non considerare un evento che ci sarà tra meno di due settimane, cioè il voto in Germania, perché dopo tanti anni si conclude l’avventura di Angela Merkel, si chiude un’epoca e un periodo storico, non sarà più la cancelliera tedesca, arriveremo anche li oggi. Prima ti chiedo Giancarlo, se sei d’accordo con molti investitori che dicono che siamo ad un punto di svolta per i mercati.

Direi di si anche se bisogna riconoscere che spesso abbiamo detto questo e ogni volta siamo stati smentiti, quindi non è detto, di sicuro poi ne parleremo, le elezioni tedesche sono un banco di prova importante, comunque negli ultimi giorni della scorsa settimana si è cominciato a parlare di un punto di svolta, cioè che le banche centrali sono arrivate sono arrivate fin dove potevano, di più non si poteva andare, insomma una svolta che in molti temevano, ma altri aspettavano da diverso tempo. Perché vedi Manuela io anche se la cosa dovesse rivelarsi dolorosa, preferirei sempre uscire da una situazione tra virgolette di malattia, di solito si dice che le medicine sono amare ma fanno bene e in questo caso preferirei l’amaro della medicina ma che mi faccia tornare sano.

Dico bene quando dico che i test sulla ripresa saranno proprio la disoccupazione e l’inflazione?

Assolutamente si. Anche se ovviamente il mio punto di osservazione sarà minimo, ma non vedo un’economia così florea così come ci viene dipinta, spero di sbagliarmi e spero abbia ragione il Governo, ma non so, ultimamente io seguo più la Lombardia rispetto al Veneto e non vedo questa grande ripresa, ma ripeto, magari mi sbaglio io.

Cosa pensi che succederà nelle settimane? Perché è da tempo che si parla di cambio, ma cosa potrebbe iniziare a verificarsi concretamente?

Che le banche centrali devono cominciare a non continuare con questa politica, o almeno frenarla, che a questo punto potrebbe dare più danni che non benefici. Nessuno ha negato che in presenza di una crisi i tassi debbano essere diminuiti e non aumentati, però quando arriviamo ad azzerarli e tenerli bassi così a lungo arriviamo a fare operazioni di quantitative easing poi prolungate all’infinito, qualche dubbio che la medicina non sia adatta a curare la malattia ci deve venire, quindi vorrei vedere cosa succede ritornando alla normalità.

Difficile dire quale sarebbe il risultato, anche se sarebbe anche ora, anche se ci sono anche altri fattori che vanno ad intrecciarsi tra loro.

Io dico questo: è chiaro che se i mercati dovessero perdere il 50/60% non va bene, ma il 15/20% non sarebbe un dramma assoluto visto quello che hanno fatto negli ultimi anni, ma a quel punto avremmo una situazione “pulita”, cioè in cui possiamo vedere come reagisce il mercato con le proprie forze.

Cosa mi dici di settembre che al livello statistico, visto che tu sei un amante della statistica, è un mese abbastanza pessimo per i mercati? Ora si sta ritracciando dopo i record macinati negli ultimi mesi, però settembre se si fa un excursus, ci sono sempre stati dei crolli abbastanza importanti.

Tutto nasce dal 29, a settembre c’erano già state le avvisaglie, ma nel comparto finanziario ci sono un po’ queste cose, il selling way, di stare lontani dal mercato dopo maggio, è fondamentale vedere quello che accade a settembre/ottobre perché per esempio sono i mesi in cui spesso gli stati vanno a votare, gli Stati Uniti votano a novembre, ma il tutto avviene ad ottobre, in più settembre è il mese che viene dopo l’estate, si ritorna al lavoro e accadono cose improvvise, per questo è temuto.

Il dopo Merkel sui mercati: quo vadis? Ho voluto titolare così questa parte, perché il 26 settembre è una data clou, perché dopo 16 anni la cancelliera dovrà cedere il passo ad un successore, credo che sia un avvenimento che almeno inizialmente sposterà i mercati, anche perché i mercati vogliono stabilità e tutto parte dalla stabilità politica chiaramente, quindi ci potrebbe essere un momento di sussulto per i mercati, è così o no?

Direi di si, è una risposta che forse ti sorprende, però come hai detto è finità un’epoca. Questo è vero, perché 16 anni di cancellierato sono tanti, diciamo che la Merkel esce meglio di come uscì il suo predecessore, che per i tedeschi fu un grande cancelliere, riuscì a tramutare la malata Germania in un paese che assolutamente è leader in Europa. La Merkel è un’altra tipologia di persona, lui era il classico tedesco, lei nella realtà, i suoi genitori e nonni, sono polacchi, tanto che lei non si chiama Merkel, è il cognome del primo marito. Diciamo che ha avuto un’era e sarà ricordata sicuramente nei libri di storia, lasciando un’eredità difficile, i tedeschi ora a chi si affidano? Bisognerà vedere al di fuori dei due grandi partiti, chi emergerà, perché c’è più sinistra che destra, due sinistre differenti. Quindi staremo a vedere cosa succederà.

Gli equilibri in Europa anche cambieranno, perché abbiamo spesso detto che la Germania è la locomotiva del continente, c’è l’asse Merkel-Macron, quindi proprio gli equilibri cambieranno, o sbaglio?

Potrebbero cambiare, ma sarei prudente e direi che non è detto. L’ultima parte di cancellierato è stato molto prudente dal punto di vista politico, non ha fatto una politica di sinistra, ma nemmeno di destra, quindi i socialisti si trovano anche un po’ in difficoltà perché si trovano una sede molto moderata.

Altri market mover che dobbiamo tenere presenti prima di salutarci?

Allora, queste elezioni tedesche non saranno importanti solo per vedere dove si muove la Germania, ma sarà importante perché avranno un riflesso anche sulle altre elezioni, quindi sappiamo che a breve, nel prossimo anno, ci saranno le elezioni in paesi importanti europei e sicuramente questo influenzeranno le prossime. Quindi come market mover metto sicuramente avanti le elezioni tedesche, ma anche perché al di la di quello che accadrà in Germania influiranno sugli altri paesi. Magari nasceranno nuovi partiti, ci saranno nuovi movimenti, io penso soprattutto alla Francia. Macron in questo momento è sui minimi storici come gradimento quindi le elezioni tedesche se dovessero confermare un governo come quello attuale va bene, ma se dovesse esserci un cambiamento probabilmente anche la Francia avrà una conseguenza.

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