Finanza e sostenibilità: a che punto siamo?

Nuova puntata di market Star con ospite l’analista Sara Silano e Donato Savatteri, responsabile per l’Italia di T.Rowe Price, per un lungo approfondimento sulla finanza sostenibile, l’impatto sui mercati e le responsabilità che ciascuno gioca in questa sfida.

Eccoci tornati con il nostro appuntamento mensile Market Star, con una panoramica di ciò che è accaduto sui mercati finanziari nell’ultimo mese ma soprattutto agganciandoci a quelli che sono i temi principali seguiti dagli investitori per capire dove la finanza, si sta dirigendo. È innegabile che nell’ultimo anno, complice anche il cambiamento delle nostre abitudini, si è fatto sempre più avanti il concetto di finanza sostenibile, spesso qui ne abbiamo parlato e ne parleremo sempre di più, perché bisogna capire come garantire il futuro, un’espressione che metto tra virgolette, come utilizzare al meglio le risorse che abbiamo a disposizione per proiettarci in modo sempre più sostenibile verso il futuro. Allora saluto Sara Silano, protagonista di Market Star che saluto anche questo mese, peraltro con te parliamo sempre di questi temi ma oggi ci concentreremo ancora di più, perché è una sfida da non perdere, sei d’accordo?

Lo diciamo ogni volta, ma il mercato sta evolvendo molto velocemente ed è necessario sensibilizzare gli investitori verso questa evoluzione verso questa evoluzione perché possono prendere decisioni più consapevoli.

E cercheremo anche di capire come i concetti di base si traducono concreamente nelle attività di asset manager, in studio con me oggi c’è Donato Savatteri, Country Head Italy di T.Rowe Price, grazie di essere qui. Perché dalla teoria bisogna passare anche alla pratica, perché insomma la finanza è qualcosa di estremamente concreto al di là dei concetti.

Assolutamente, concreta e deve agire e anche velocemente.

Partirei allora da Sara, per capire com’è stato l’andamento dei mercati azionari nell’ultimo mese, cosa che facciamo sempre per riallinearci con le questioni che abbiamo affrontato nell’ultimo mese.

I mercati azionari globali hanno segnato un leggero rialzo, tra i listini più brillanti e dobbiamo dirlo, perché non capita spesso, troviamo Piazza Affari, che ha fatto meglio non solo dei mercati globali ma dell’intera Eurozona. È stato un mese positivo anche per i paesi emergenti, mentre la performance dell’indice euro Morningstar Usa è stata decisamente negativa nei listini. È stato un mese caratterizzato dall’impegno degli operati per l’andamento dell’inflazione negli Stati Uniti se ne parla praticamente tutti i giorni e poi l’altro tema è quello dei segnali di recupero della situazione economica negli Stati Uniti e in Europa grazie alla riapertura e all’andamento molto buono della campagna vaccinale. Certo alcuni indicatori sono più rassicuranti, altri lo sono meno, il cammino è ancora lungo, si guarda alla riunione di domani della BCE anche se non ci sono grandi attese per un cambiamento della politica monetaria e poi si guarda all’accordo raggiunto dai ministri del G7 sulla cosiddetta global tax sui guadagni provenienti da paesi differenti da dove hanno la sede legale e poi ultima notizia di questi giorni gli operatori guardano molto alla corsa delle quotazioni del gregge, insomma sono molte le variabili che stanno influenzando i mercati e che seguiremo anche nelle prossime settimane.

Ecco tu hai citato la parola chiave, inflazione, anche se no ci si aspetta un cambio nella politica monetaria, gli investitori guardano a quello perché si sta andando verso una ripresa economica, almeno questo ci dicono le previsioni, chiedo ancora una cosa a te, perché vorrei cominciare a capire cosa stanno guardando gli investitori in questo momento? Perché mi è parso di vedere un interessamento verso i fondi tecnologici…possono ancora correre in questo periodo? E poi cominciamo a parlare di rivoluzione sostenibile che anticipavamo.

Sicuramente sono tutti temi collegati perché gli investitori continuano a puntare su fondi azionari nel settore tecnologia, nel nostro ultimo report, questi strumenti hanno raccolto oltre 19 miliardi di euro, dall’inizio dell’anno e 2,9 miliardi nel mese di aprile, si confermano tra le categorie più popolari tra gli investimenti, ma bisogna anche dire che i titoli tecnologici hanno perso lo slancio dello scorso anno, ma comunque rimane il settore in buona salute. Secondo gli analisti di Morningstar il rialzo si è visto soprattutto nell’ambito dei semiconduttori, dove la pandemia ha ridotto le capacità produttive e ora con la ripresa c’è una domanda molto forte e un’offerta che fa fatica a stare dietro alla domanda. Nelle ultime settimane, perché dicevo che tecnologia e inflazione sono legate, a tormentare i titoli tecnologici è stata proprio l’inflazione che ha causato forte volatilità, che vedremo anche nei prossimi mesi e questo settore ne deve essere consapevole.

Ecco Donato, prima ho utilizzato l’espressione rivoluzione sostenibile, anche detto sfida, intanto ti chiedo che termine ti piace di più? Perché di sfide ce ne sono tante, rivoluzione sarebbe un grande cambiamento però è in dubbio che la finanza deve giocare un ruolo chiave in questo senso, come state gestendo voi per esempio questa situazione e l’industria del risparmio gestito come può affrontare questa responsabilità?

Si certo, sono validi entrambi i termini, è una rivoluzione perché si parla da un po’ delle problematiche ambientali e sociali e dell’importanza dell’economia nel cercare di invertire queste tendenze ed è una sfida al contempo perché bisogna capire come far si che queste tendenze vengano davvero invertite, tutti quanti abbiamo un ruolo, una sfida diciamo a 360 gradi, i governi hanno un ruolo, i cittadini hanno un ruolo nel risparmiare energia e fare la raccolta differenziata, le aziende hanno un ruolo perché devono avere politiche di sostenibilità sui loro cicli produttivi e sui dipendenti e poi come dicevamo, le aziende di asset management, come noi Trowe Price, che hanno una sfida molto importante perché dobbiamo ricercare aziende che siano in grado di coniugare sostenibilità con performance economiche, anzi meglio, società che grazie al loro profilo sostenibile siano in grado di migliorare le loro performance e abbiamo il dovere di comunicarlo al mercato perché dobbiamo agire anche da cassa di risonanza, ma è una sfida perché non ci sono soluzioni univoche, anzi stanno arrivando adesso grazie alle nuove regolamentazioni, ma fino a poco tempo fa non c’erano quindi insomma non si può fare troppo affidamento e bisogna ingegnarsi, chiedere alle aziende di rispettare certi standard di comunicazione o anche avere dei modelli proprietari. Noi per esempio abbiamo il RIIM (responsable investing indicator model) grazie al quale siamo in grado di costruire il profilo ambientale, sociale ed etico di oltre 15.000 aziende nel mondo e di oltre 200 mila emittenti sovrani, andiamo quindi a vedere non solo i dati classici di bilancio, ma anche dati come per esempio le multe che un azienda ha ricevuto o vertenze sindacali o anche note di merito per esempio per un impegno sociale, a quel punto noi identifichiamo aziende con determinati parametri, quelle con determinati parametri vengono analizzate qualitativamente e i dati poi vengono passati ai nostri analisti/gestori che le andranno a combinare questi risultati con le variabili classiche, come dati di bilancio, indicatori, dati macro e via dicendo in questo modo saranno in grado di creare portafogli sostenibili, andando a sovrappesare o al contrario escludere determinati investimenti. Quindi questo è il modo con qui stiamo approcciando noi.

Ecco, hai detto delle cose importanti, perché aziende, ma anche noi cittadini dobbiamo essere partecipi di questa rivoluzione. Hai notato che c’è stata un’accelerazione in questi ultimi mesi, ma ancora mancano dei tasselli importanti perché quando si pensa alla sostenibilità si pensa alle solite cose, ma non si pensa a degli elementi che poi sono i più importanti che darebbero veramente lo slancio a questo argomento, è corretto?

Si assolutamente, quando si parla di sostenibilità si tende ad associare sempre tutto al clima, si parla di inquinamento e via dicendo, è un tema importantissimo e vediamo come anche gli Stati Uniti ora siano entrati nell’accordo di Parigi, ma non c’è solo il clima, la sostenibilità è anche oltre. Ci sono anche la S di sociale e la G di governance, governance vuol dire che è molto importante che le aziende siano gestite secondo parametri etici, in questo momento sotto i riflettori ci sono le aziende che stanno definendo la compensazione del top management a fronte di un anno in cui magari sono state chiuse per la pandemia e poi c’è la S di socialità, aspetto sociale importantissimo, l’anno scorso abbiamo visto un escalation contro eventi razziali per esempio, a seguito di tragici eventi come quello di George Floyde e questo ha portato ad una serie di richieste alle aziende nelle loro politiche di inclusione, quindi come gestiscono la diversità della forza lavoro e come garantiscono i diritti ai loro lavoratori, quindi anche questa è una cosa molto importante, ma un’altra cosa è la disuguaglianza dei redditi che si è accentuata ancora di più con la pandemia con i ricchi che sono diventati sempre più ricchi e i poveri ancora più poveri e questo ha un impatto importantissimo. Pensate che il fondo internazionale monetario ha stimato che se la popolazione più ricca di un paese aumentasse dell’1% il proprio reddito, nel giro di 5 anni, il PIL di quel paese andrebbe leggermente a decrescere, mentre se questo succedesse alla classe meno abbiente, il PIL crescerebbe dello 0,4%, questo ha impatto anche molto importanti sugli investimenti perché verranno premiate di più quelle aziende che cercheranno di livellare queste disuguaglianze.

Purtroppo, appunto, la pandemia ha aumentato le differenze o meglio ha penalizzato le categorie dove già si vedevano le differenze, le donne, i giovani e i precari e quindi bisognerà impegnarsi ancor più per questo. Sara prendo due temi per la prossima domanda, intanto quali sono state le preferenze degli investitori in questo ultimo mese e poi, avete appena pubblicato un report, quindi andiamo proprio a vedere cosa è emerso.

Si ricollegandomi a wuello detto in precedenza, uno dei trend è quello dei fondi sostenibili e lo abbiamo visto in maniera crescente nell’ultimo anno perché i fondi di questo tipo hanno un ritmo diverso rispetto a quelli tradizionali, più in generale, nelle categorie tradizionali, continuano ad essere mesi positivi per fondi azionari e obbligazionari, nell’ultimo mese il reddito FIS è stato protagonista, ma bisogna dire che continua anche l’interesse per i fondi obbligazionari, in particolare quelli ciclici, ma anche medium, che sono un po’ l sorpresa di quest’anno perché fino all’anno scorso ci eravamo abituati a parlare di titoli grown come al top delle preferenze. Raccolta positiva anche per i fondi specializzati sulle materie prime, molti investitori hanno visto soprattutto nell’oro un rifugio nell’oro contro l’inflazione, se essa dovesse crescere a livelli più accentuati e poi i fondi tematici, che al livello globale stanno facendo una stagione al rialzo, patrimonio, offerta, tutto è cresciuto nell’ultimo anno nonostante la pandemia, nel triennio sono addirittura triplicato e quindi aumentato il loro peso sul totale dei fondi azionari, ci sono stati molti debutti nel 2020, nel mondo circa 1350 strumenti attualmente, l’Europa ha la fetta più grande del mercato. Ma quali sono i temi? Quello della transizione energetica è sicuramente il più popolare al livello globale ma gli investitori sono interessati anche all’innovazione tecnologica e alla digital economy. Attenzione, dietro il successo di questi fondi tematici nell’ultimo anno, ci sono state delle performance molto positive, se guardiamo su un orizzonte pià lungo i rendimenti non sono così entusiasmanti, quindi attenzione a distinguere i trend che continueranno a svilupparsi e quelle che sono mode del momento con tutte le conseguenze che ci possono essere sui rendimenti.

Molto interessante questo report, Donato se vuoi commentare anche tu questo report, perché si parla di sostenibilità e finanza a 360 gradi quindi è interessante capire, in particolare in un asset management importante come Trowe Price come si traduce nella vita e nel lavoro di tutti i giorni.

Certo, sostenibilità non significa solo avere prodotti sostenibili, certo quello è l’obiettivo, ma avere un business sostenibile vuol dire essere in primis noi stessi sostenibili, come politiche sulle emissioni, noi le abbiamo sui dipendenti, ora avremo uffici a Baltimora fatti con tutti i crismi dell’edilizia verde, come risparmio energetico, dobbiamo essere i primi altrimenti non sarebbe credibile e poi abbiamo delle politiche di inclusione molto importanti abbiamo un responsabile globale dell’inclusione e gruppi di lavoro che promuovono la diversità di genere, etnica etc. ma poi abbiamo anche un grande altro obiettivo che è quello di tutelare gli interessi dei clienti e a questo proposito siamo molto orgogliosi di aver ricevuto da una delle più importanti riviste americane di finanza, il riconoscimento come una tre le 1000 aziende quotate più sostenibili, siamo la 14esima, tra l’altro la prima di Asset Management, noi dobbiamo tutelare il capitale che ci viene dato in gestione facendo in modo che le aziende su cui investiamo rispettino determinati parametri e come lo facciamo? Innanzitutto, c’è il voto in assemblea, perché in quanto azionisti andiamo a rappresentare tutti i nostri clienti con il nostro voto e questo è già un bel banco di provo e possiamo investire in iniziative a favore della sostenibilità. Ma in azienda si vota una volta all’anno, quindi non è questa l’unica cosa che dobbiamo fare, ma è il coronamento di un percorso che ci deve vedere sempre attivi con le aziende, che è va sotto il nome di engagement, ovvero avere informazioni su come l’azienda tratta certi temi, scambiarsi opinioni e influenzare anche l’azienda, influenzarla si può fare in molti modi. Noi siamo un azienda con oltre mille cinquecento miliardi in gestione, quindi abbiamo un accesso privilegiato e anche una certa influenza, che significa arrivare a non investire magari in una società se non ci convince e questa è una cosa abbastanza importante per l’azienda che non riceve l’investimento, vuol dire anche cercare di convincere l’azienda a cercare di fare determinate azioni, l’abbiamo fatto l’anno scorso con Amazon o Samsung per fargli mettere in piedi un sondaggio sulla soddisfazione dei dipendenti per esempio oppure sul nominare un dipartimento di compliance indipendente e sulla base di questo, di queste azioni, decidiamo anche il peso che avranno nei nostri portafogli.

Beh, due parole importanti: credibilità, non si può sempre seguire i trend positivi, bisogna anche anticiparli questi aspetti e poi monitorare continuamente la situazione. Sara abbiamo appena lasciato alle spalle la giornata dell’ambiente e abbiamo detto che tutti dobbiamo contribuire a questo passaggio verso l’economia circolare, come possono farlo gli investitori in questo senso?

Teniamo conto che l’uomo utilizza l’equivalente di 1,6 pianeti ogni anno e sostanzialmente siamo in debito con la terra e questo è un dato di partenza, si parla di economia circolare come un modello da contrapporre al modello usa e getta, quindi si parla di riutilizzare, rinnovare e riciclare e ci sono dei fondi che hanno la specificità sull’economia circolare, quindi gli investitori possono guardare a questi fondi che cercano di promuovere quelle aziende attive in modelli di produzione circolare o che possono beneficiare di questo. È bene sapere che questo tipo di economia, non è per investitori mordi e fuggi perché un trend di cambiamento che si svilupperà negli anni e un’altra cosa è quella dell’attività che gli asset manager possono fare nei confronti delle aziende proprio per portare a dei cambiamenti positivi interni e cambiare i modelli di produzione in un’ottica di maggiore sostenibilità per l’ambiente e quindi come ha detto lui, engagement.

Donato bisognerebbe quindi capire quali sono i trend in questo senso e quali sono le maggiori possibilità, dove le vedete?

Il trend è quello verso una maggiore sostenibilità, abbiamo visto dagli ultimi dati di Banca d’Italia che il 17% detenuta dalle famiglie italiane sono fondi sostenibili, quindi sono buone notizie, anche se ci sono anche delle storture, sono aumentate le emissioni di green bond, ma anche qui bisogna vedere quali bond sono davvero green e nascono con l’esigenza di finanziare progetti verdi o comunque sostenibili, oppure sono semplicemente specchietti per le allodole, quindi vanno si a coprire spese per l’energia verde che magari erano già in piedi oppure ci sono bond che possono venire richiamati prima della scadenza, ma naturalmente ci sono anche emissioni anche molto valide, per esempio andiamo a guardare e sostenere quegli stati che adottano politiche contro le disuguaglianze per esempio, quegli stati che legano i programmi di acquisto a parametri isg o quelli che si stanno impegnando a ridurre le emissioni, o quelle aziende che hanno politiche sostenibili. Ci sono anche molte opportunità legate, come diceva Sara, anche alla tecnologia, c’è anche molta tecnologia verde, che porta innovazione, in campo medico, dell’educazione, ci sono poi piani come quello di Biden o il Recovery plan, dove andremo a privilegiare le aziende con un piano di energia verde, quindi le opportunità sono tantissime.

Ecco, in questo contesto si può dire che siamo guidati un po’ dall’Europa, stanno arrivando i fondi per questa transizione, che ci permetterà di essere competitivi, andando verso le conclusioni, voglio chiedere a te Sara, come capire se il gestore è davvero sostenibile?

Uno degli aspetti importanti di un gestore sostenibile è proprio quello che faccia engagement e che voti a favore di risoluzioni per l’ambiente, il sociale e governance. Altro discorso per comprendere se un gestore è davvero sostenibile è la disponibilità di dati e risorse che utilizza per la sostenibilità e poi diciamo che la cultura sostenibile non si costruisce dall’oggi al domani, quindi vediamo che chi ha già una lunga cultura alle spalle che mette al centro la sostenibilità ha un vantaggio positivo, gli altri la devono costruire, è un processo che si costruisce con il tempo.

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