E’ possibile insegnare l’economia su instagram? Con Alessandro Cascavilla

Possono l’economia e la finanza essere spiegate su Instagram? La risposta è si e ce la motiva Alessandro Cascavilla, influencer di economia, inserito tra i migliori in Italia nel 2021. Insieme abbiamo approfondito come trattare queste discipline sui social e il tema le disuguaglianze sociali, accentuate dal virus.
Economia
https://youtu.be/HDzea7yR9lk

Possono l’economia e la finanza essere spiegate su Instagram? La risposta è si e ce la motiva Alessandro Cascavilla, influencer di economia, inserito tra i migliori in Italia nel 2021. Insieme abbiamo approfondito come trattare queste discipline sui social e il tema le disuguaglianze sociali, accentuate dal virus.

Le fonti advisory update in questo caso si veste di un abito un po’ particolare, intanto l’argomento è quello che leggete, parleremo di ciò che è accaduto nel post pandemia al livello di disuguaglianze, si può definire il covid anche il virus delle disuguaglianze? A monte però ci sarà uno spazio dedicato alla formazione economica, sapete che io per prima ci tengo tantissimo, la mission delle fonti tv è questa, cercare di spiegare l’economia in modo semplice anche in veste educational. La domanda è questa e la giro subito al mio ospite che vado a presentarvi. È possibile insegnare l’economia attraverso Instagram? Cioè combinare i mezzi a disposizione che abbiamo oggi, cioè i social media con l’economia? Un tema che fino a poco tempo fa sembrava destinato solo agli addetti al settore, qualcosa di complicato da comprendere. Alessandro Cascavilla è un influencer di tematiche economiche, frequenta un dottorando in economia quindi la materia è la tua, grazie per aver accettato il mio invito. Noi ci siamo proprio conosciuti su Instagram quindi anche solo l’approccio lavorativo per questa collaborazione è avvenuta attraverso Instagram, da cui possono nascere tante cose. Ma è possibile insegnare l’economia attraverso Instagram?

Assolutamente si, è possibile e io lo faccio da un po’ di tempo. Innanzitutto io sono un aspirante economista, a cui piace condividere esperienze sui social network in particolare su Instangram. Da un punto di vista accademico ho sempre studiato l’economia, quindi ciò che faccio è studiare e condividere conoscenze in modo che siano accessibili a tutti, io ho sempre studiato economia a partire già dal diploma in ragioneria in cui mi sono appassionato alla materia, ho fatto triennale e magistrale su questo e attualmente sto facendo un dottorato di ricerca quindi oltre alla mia attività prettamente di studio e di ricerca, cerco in qualche modo di condividere ogni giorno ciò che imparo, studio con la ricerca sui social. Quindi negli ultimi 3 anni ho iniziato a condividere a partire dalle mie conoscenze, tutto ciò che facevo in ambito economico, quindi ho creato la più grande community di studenti di economia in Italia e successivamente ho aperto il mio profilo personale di divulgazione che mi sta dando tante soddisfazioni perché la gente ha voglia di imparare, soprattutto le persone sono molto attente ai temi dell’economia e avere qualcuno che la spiga in termini semplici sicuramente aiuta anche a diffondere la cultura economica che in Italia è un po’ scarsa, quindi il mio obiettivo è proprio quello di migliorare questa cultura economica.

Hai detto bene, la conoscenza economica e finanziaria, ultimamente si è preso conoscenza che bisogna un po’ accelerare da questo punto di vista infatti a volte si creano anche dei corsi ad hoc per dei bambini, come quando si vuole insegnare una lingua straniera, che se viene insegnata fin dall’asilo o dalle scuole elementari l’apprendimento avviene più velocemente e così è anche per quella finanziaria. Prima l’ho detto, Alessandro, credo anche tu confermi che la finanza e l’economia vengono viste come qualcosa di riservato solo a chi opera nel settore, c’è un po’ questa concezione.

Si me ne rendo conto anche io, anche se si tratta di una cosa sbagliata perché poi le scelte economiche e finanziarie le facciamo tutti, tutti i giorni, magari ci facciamo prendere anche dalle scelte politiche populiste e prendiamo decisioni finanziare sbagliate, anche proprio da un punto di vista di finanza personale, dal tenere i soldi sul conto corrente piuttosto che investirli in asset, in italia circa il 60% della popolazione non ha ancora conoscenze in ambito finanziario, quindi questa iniziativa, da un punto di vista social per quanto riguarda le conoscenze, sono un concetto chiave anche perché la gente passa circa 5-6 ore al giorno connessa sui social network quindi oltre ad intrattenersi con contenuti divertenti, perché non imparare anche qualcosa attraverso il cellulare o il pc.

Peraltro vi mostro cosa ho scoperto, che tra l’altro tra i migliori influencer finanziari ed economici in Italia nel 2021 ci sei anche tu, ovviamente penso tu lo sappia, è un ottimo riconoscimento anche perché essere influencer di economia ha un certo peso, lo abbiamo detto finora, tu hai creato questa community tra gli studenti e quindi ancor di più è lodevole perché parliamo di una community giovane che deve poi tramandare le conoscenze in futuro. Sul tuo profilo Instagram vediamo che tratti sempre di temi di stretta attualità nel campo dell’economia e della finanza e tra questi ce n’è uno che ho voluto mettere in evidenza, che il virus e le disuguaglianze, quello che ha causato al livello sociale, perché le disuguaglianze sono aumentate, che cosa hai rilevato tu analizzando la situazione?

Si questo è definito proprio il virus delle disuguaglianze proprio perché queste sono aumentate per svariati motivi, la pandemia ha colpito in modo asimmetrico paesi, per fasce di popolazione e settori economici, però bisogna fare attenzione perché per disuguaglianze spesso si intende un concetto multi dimensionale, molto spesso si dice che le disuguaglianze sono aumentate ma non si capisce se si tratta di reddito, di ricchezza, all’interno di un paese o tra paesi, quindi qui è importante dal punto di vista tecnico capire che disuguaglianza è aumentata perché c’è all’interno dello stesso paese tra fasce di popolazione o tra paesi e quindi con la pandemia molti economisti sostengono che questi due aspetti, che spesso sono complementari, cresceranno insieme, nel senso che sia alcuni paesi, quelli con un welfare state meno sviluppato avranno un impatto meno consistente e continuativo nel tempo quindi ci sarò bisogno di politiche più forti dal punto di vista centrale e ovviamente in target temporaneo è tempestivo.

Ti interrompo perché la parola chiave di questa faccenda è la tempestività e la tempistica proprio perché è vero, noi possiamo mettere sul campo anche interventi strutturali ottimi, ma se poi non vengono attivati e attuati nei tempi giusti, abbiamo fatto nulla.

Si perché poi anche dal punto di vista sociale si vanno a creare delle disparità che compromettono il potenziale sviluppo economico del paese, infatti nei paesi in cui c’è maggiore disuguaglianza, la gente paga meno le tasse per esempio e si creano tanti problemi sociali che vanno risolti da un punto di vita centrale, quindi è importante sia la disuguaglianza da un punto di vista statico, quindi adesso affrontarla in maniera tempestiva, ma anche dinamico, dal punto di vista geo razionale perché bisogna favorire sempre la parità di opportunità dei figli rispetto ai propri genitori, indipendentemente dal punto di partenza, quindi sia che tu viva in una famiglia che vive in condizioni economiche non favorevoli, sia che tu nasca in un paese ricco, quindi insomma è importante che lo stato mantenga sempre questo obiettivo, non a caso le disuguaglianze sono uno dei punti principali delle Nazioni Unite e anche nel Recovery Plan sono appunto fondamentali, è importante che ci sia uno sforzo del policy makers sia al livello nazionale che internazionale e globale, come la minimum global tax che è un tentativo di avere pari accesso alle opportunità intese da un punto di vista corporate, però secondo me si stanno facendo molti passi in avanti anche dal punto di vista di cooperazione internazionale per un’unanimità per la risoluzione delle disuguaglianze.

Ecco bene, questo mi fa piacere, anche perché stavo per dirti che questo è il classico argomento in cui si perde nel politically correct e allora non si riesce a trovare mai l’aspetto concreto, se ne parla sempre però poi concretamente non si fa molto e purtroppo un periodo di pandemia come quello che abbiamo appena vissuto ha messo in evidenze quelle che sono le pecche di anni perché è vero che ha colpito i giovani, i precari e le donne, ma queste categorie lo erano già. È un errore che ci portiamo dietro da tanto tempo.

Esatto, quindi è arrivato il momento di risolverlo perché anche dal punto di vista nazionale c’è solidarietà quindi non abbiamo le mani legate come nel 2011 e 2012 quando c’erano le crisi di debito, nonostante i debiti siano aumentati dappertutto anzi, soprattutto in Italia, ma è una crescita quasi alla pari tra tutti i paesi, quindi siamo stati da un certo punto di vista fortunati perché l’aumento è stato relativamente diluito rispetto a temi normali, quindi abbiamo accesso alle risorse e dobbiamo solo spenderle bene, per far si che queste categorie che sono state le più colpite, possano in qualche modo essere anche le più tutelate

Si sperando che si mettano da parte gli interessi personali visto che si parla di cooperazione e solidarietà. Io ti ringrazio, mi auguro che ci sarà la possibilità di averti frequentemente con noi per dedicare questi momenti alla spiegazione di fatti di economia e finanza con te.

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