Due mesi di freno per l’Italia, si attende il decreto salva imprese

"Dobbiamo stringere i denti ancora per due mesi", questo l'appello di Alberto Forchielli agli italiani. Serve un decreto salva imprese a sostegno dell'economia per far ripartire domanda e offerta.
Le Fonti Tv

“Dobbiamo stringere i denti ancora per due mesi”, questo l’appello di Alberto Forchielli agli italiani. Serve un decreto salva imprese a sostegno dell’economia per far ripartire domanda e offerta.

“Coronavirus, per quanto tempo ne avremo? E in che misura sarà stanziato un decreto salva imprese? Difficile ad oggi prevederlo, ma possiamo far riferimento all’esperienza cinese”. Così Alberto Forchielli, fondatore di Mandarin Capital Partners, ha azzardato una previsione dicendo che “in base a quanto visto in Cina, l’epidemia in Italia avrà un freno tra due mesi”. Nel corso della puntata di Bucce di Banana e Voli d’aquila. Scivoloni e idee geniali della finanza, in onda su Le Fonti TV e condotta da Annalisa Lospinuso, l’imprenditore ha fatto due conti: “La perdita di domanda aggregata solo nel turismo è molto superiore a 3,6 miliardi, fai conto che il Pil sarà di 1800 miliardi di dollari, il turismo da solo ne vale 100”.

Con queste previsioni sconfortanti, che fanno da eco all’allarme lanciato da diverse associazioni di categoria, è chiaro pensare che i 6,3 miliardi di euro (pari allo 0,35 per cento del Pil) che il governo vuol mettere in campo per far fronte all’emergenza Covid 19 attraverso un decreto salva imprese, sono insufficienti. “Sicuramente 7 miliardi non bastano”, ha tuonato Forchielli, che ha anche aggiunto che “il sostegno del credito alle imprese è sacro e fondamentale, molte imprese rischiano di chiudere, tutti ne usciranno male, 20 miliardi sono tanti e faccio fatica a pensare che ne tirino fuori di più”.

Per quanto riguarda, invece, l’aiuto che le Banche centrali di tutto il mondo potrebbero dare all’economia, Forchielli è scettico. “Questa è una crisi sia nella domanda che nell’offerta – ha detto nel corso della puntata – perché andando a rompere la catena del valore, le aziende non riescono a consegnare, per cui non è che le banche centrali possano tutto in questo momento, perché se l’offerta è decurtata si rischia di dare liquidità per poi ritrovarsi con la sola inflazione e basta, però comunque è stato un tonico per i mercati, io credo che questo atteggiamento sia positivo. Inoltre conto anche molto sul fatto che la Cina da marzo possa ripartire”.

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