Coronavirus: il grido d’allarme delle piccole medie imprese

Coronavirus: ormai tutta l’Italia è zona rossa, ma c’è chi ha vissuto in prima linea le restrizioni e l’isolamento fin dall’inizio.
Le Fonti Tv
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Coronavirus: ormai tutta l’Italia è zona rossa, ma c’è chi ha vissuto in prima linea le restrizioni e l’isolamento fin dall’inizio. Viaggio “virtuale” nel Lodigiano, focolaio dell’epidemia

Le notizie si susseguono giorno dopo giorno, ora dopo ora e minuto dopo minuto. Non è facile riportare sempre con precisione gli aggiornamenti sul Coronavirus, semplicemente perchè cambiano continuamente. Quello che per ora è certo è che l’Italia va sempre più verso lo stop.

Almeno fino al prossimo 25 marzo. Il governo ha annunciato una nuova stretta nel contrasto al Coronavirus: sospese le attività di bar, pub, ristoranti (per tutto il giorno e non solo dopo le 18 – restano garantite le consegne a domicilio). Chiudono parrucchieri, centri estetici, servizi di mensa, mercati di ogni tipo. Rimarranno invece aperti tabacchi, lavanderie ed edicole. Lavoreranno anche idraulici, meccanici, benzinai e pompe funebri. Le industrie restano operative ma con “misure di sicurezza”, cioè purché garantiscano iniziative per evitare il contagio.

Una situazione di “mezzo” isolamento, insomma. C’è chi, questa situazione, la vive fin dalle prime battute dell’emergenza Coronavirus: la zona del Lodigiano, in Lombardia. Tra i Comuni che hanno vissuto in prima linea l’isolamento c’è anche Castiglione D’Adda, 4646 abitanti. È stata definita la “Wuhan d’Italia”, perchè forse non tutti sanno che è il comune del lodigiano che percentualmente ha finora pagato il prezzo più caro: 134 contagiati e 26 morti. Lorenzo Dornetti, giovane ceo e fondatore di Neurovendira, con sede proprio a Castiglione, racconta della sfida di riuscire a lavorare in una città in quarantena.

“Non eravamo organizzati per lo smart working. Lavorare vis a vis è sempre stata una nostra caratteristica, ci piace l’idea di vivere il gruppo per fare insieme il nostro business al meglio. Però siamo anche un’azienda dove l’età media è piuttosto bassa, attorno ai trentun anni, e quindi c’è una grande capacità di adattamento” ha dichiarato in diretta su Le Fonti Tv, nel format Advisory Update condotto da Manuela Donghi.

Per il Ceo di Neurovendita il Coronavirus sta però insegnando qualcosa: che la tecnologia nei momenti di difficoltà può essere fondamentale. Certo, la situazione di stallo non può durare troppo a lungo. Altrimenti non solo le piccole aziende, ma anche quelle più strutturate o sane, ne risentiranno. Insomma, quindici giorni sono sopportabili e sostenibili, ma poi, chissà…

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