Coronavirus, Forchielli: se dura più di un mese siamo economicamente tutti morti

Il coronavirus rischia di essere letale per l’economia italiana. Alcune prime avvisaglie le stiamo già vedendo. Così commenta l'imprenditore...
Fabio Scacciavillani
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Il coronavirus rischia di essere letale per l’economia italiana. Alcune prime avvisaglie le stiamo già vedendo. Così commenta l’imprenditore Alberto Forchielli che conosce molto bene la situazione, avendola già vissuta in Asia.

Tra uno o due mesi nessuno si ricorderà più del coronavirus. Con questa speranza si apre l’intervista ad Alberto Forchielli, fondatore di Mandarin Capital Partners e ospite di punta della trasmissione Bucce di banana e voli d’aquila. Scivoloni e idee geniali della finanza, condotta da Annalisa Lospinuso. Il problema, spiega l’imprenditore di Imola, è che due mesi per l’Italia sono tanti. “Già alcune delle mie aziende – ha continuato Forchielli – ha visto annullarsi appuntamenti con i clienti dall’estero. Tra due mesi questi cambiano fornitore se la situazione non migliora”. 

Sulla situazione italiana, Forchielli ha sottolineato che si è arrivati all’emergenza nazionale perché non si è stati in grado di individuare per tempo il ceppo di Codogno e di isolarlo. Il paziente 1 ha girato per 36 ore, contagiando tantissime persone e ora è tardi per bloccare la diffusione capillare. Per quanto riguarda, invece, le misure adottate, Forchielli ha fatto il paragone con la Cina, avendo avuto contatti diretti con i cinesi nei mesi passati. “In Cina, i miei colleghi sono in quarantena da tre settimane – ha raccontato durante la puntata – anche se facciamo riunioni su Skype. C’è un controllo molto serrato, proprio a livello di quartiere, con posti di blocco ovunque che impediscono di uscire dall’isolamento”.I danni si vedranno tra qualche mese, quando l’Italia si troverà a leccarsi le ferite. 

Questa è anche la settimana del Super Tuesday, il “super martedì”, con le elezioni in 14 Stati americani, i più popolosi  (hanno una popolazione ben dieci volte superiore rispetto agli altri) ma anche i più variegati dal punto di vista etnico. Quest’anno, poi, si voterà anche in California, il più popoloso di tutti. Se per i repubblicani, però, la gara è tra Donald Trump e Bill Weld, ex governatore del Massachusetts, e l’esito è abbastanza scontato a favore dell’attuale presidente Usa, per i democratici, invece, il Super Tuesday dovrebbe sfoltire la rosa di candidati. “Nelle primarie prevale il voto degli estremisti – ha spiegato Forchielli – perciò sono favoriti i candidati estremisti, anche se poi sono penalizzati nelle elezioni. Se Bloomberg avrà molto distacco da Sanders allora gli lascerà spazio libero. La vittoria di Sanders significa automaticamente la vittoria di Trump. Se arriverà ad insidiarlo nelle primarie      allora ci sarà partita tra i due”.  

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