Auto, crollano le immatricolazioni ma Stellantis vola! E i fondamentali? I casi Enel ed Evergrande

In compagnia di Eugenio Sartorelli un’analisi sul settore automobilistico con particolare focus su Stellantis e il suo trend rialzista, nonostante le immatricolazioni delle auto siano in netto calo. Analizzati in particolare i casi di Enel ed Evergrande.
Immatricolazioni
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In compagnia di Eugenio Sartorelli un’analisi sul settore automobilistico con particolare focus su Stellantis e il suo trend rialzista, nonostante le immatricolazioni delle auto siano in netto calo. Analizzati in particolare i casi di Enel ed Evergrande.

Il problema dei chip andrà avanti ancora per mesi, quindi il bilancio dell’anno sarà sotto le attese e cosa fa Stellantis? Sale. I fondamentali qui non contano un bel tubo e sarebbe da chiederlo anche ai gestori che stanno comprando, perché questo è un trend rialzista, anche i volumi, c’è acquisto, ricordando che metà è Peugeot, un’analista potrebbe dire che ci sono tutte le sinergie tra Fiat e Peugeot, certo, però una volta sistemate queste, se non vendi le auto non entrano i soldi. E al di là delle sinergie, vorrei continuare su questo titolo che era a 5€ all’inizio del 2020, poi distribuisce un dividendo eccezionale di 3 miliardi e mezzo e continua a salire. Io rimango basito, e lo dico con invidia perché non ho preso il long, ma chi sta guadagnando con questo titolo non sa nemmeno lui perché, perché il dato di oggi è clamoroso e fa il paio con l’altro dato che riguarda i fondamentali. Ma se vuoi ti lascio farmi la domanda e non faccio tutto da solo.

No in realtà puoi fare tu la domanda perché nel frattempo io, siccome tu non sapevi come stavano andando le altre compagnie automobilistiche, sono andato a cercarmele in autonomia. C’è Volkswagen che è in caduta libera, anche Renault è nella parte bassa del grafico anche se è sulla parità, diverso il discorso di Daimler, che ha un doppio minimo e un trend ribassista, non ho visto il settore asiatico, ma non stanno sprofondando come ci si aspetterebbe.

Toyota è cresciuta molto meno della media del settore automobilistico e parliamo di una società che guadagna bene e sta anche investendo nel settore idrogeno, loro sono più per l’ibrido, il settore automobilistico europeo va bene, Stellantis va benissimo, evidentemente sono io che non capisco qualcosa, io non sono un’analista tecnico pure, quindi io guardo anche alla macroeconomia e ai bilanci, e anche nei bilanci di Stellantis non si capisce. Chiedi anche ai prossimi ospiti, perché o producono missili che vanno su Marte o non si capisce questo trend fortemente rialzista, perché prima ci poteva stare, ma da quando i microchip sono carenti ed è da giugno che mancano, è impressionante.

Da qui la debolezza anche dei metalli come rame, palladio etc, perché se c’è meno produzione ovviamente ne risentono.

Certo, i fondamentali sono fondamentali. C’è un altro titolo, e di nuovo mi faccio la domanda di nuovo, che è Enel dove i fondamentali contano, stranamente ma contano. Enel è un signor titolo, perché quota una cosa attuale, in quanto primo produttore di energia green al mondo, quindi sul tema dell’ambiente Enel è li. È uno dei titoli grossi più green ma il problema ve lo faccio vedere subito, abbiamo il natural gas che è salito del 250% in un anno e mezzo dopodiché ci sono i diritti per le emissioni in carbonio, che devono avere se producono energia con carbone, che non viene considerata green e quindi devo comprare dei diritti per emettere CO2. Questi sono tutti costi in più per le utilities. Poi arriva il governo spagnolo e dice ad Enel, che è il primo azionista, che non si può passare tutto al consumatore, quindi una parte dell’aumento lo tiene in corpo. Il differenziale è l’azienda che lo tiene e in Spagna hanno deciso che lo tiene Enel. Anche in Italia succede questo, una parte ci metterà i soldi il governo perché il 40% non è sopportabile per le famiglie, il resto lo metti tu cara Enel. Questo incide sui bilanci di una bella azienda come Enel e diversamente da Stellantis i fondamentali contano.

C’è un’altra cosa che incide nel settore utilities, ricordiamoci che le utilities, visto che hanno grossi investimenti, devono tener conto dell’inflazione che sta aumentando. Le banche ora si, rifinanziano il debito, ma ti chiedono di più perché c’è l’inflazione e se hai dei costi con cui non riesci a portarli a finanziarti i prezzi dei prodotti finale, si va in difficoltà. Quali sono le società più indebitate? Sono le utilities, che devono fare forti investimenti. Quindi in questa discesa secondo me c’è anche, uno l’inflazione che aumenta e due, quello che è accaduto in Cina, ossia un default pilotato di Evergrande.

E così torniamo alla notizia che ha aperto la nostra diretta, ovvero la notizia di Evergrande ossia la crisi di un colosso che non ha più liquidità da dare alle banche per riparare i prestiti.

Certo, mi collego del tutto a quello che stavamo dicendo. Il governo cinese, che è sempre molto attento e prudente, ha detto agli investitori che se hanno voluto investire in Evergrande, poi non c’è la banca centrale a rimediare, hanno voluto rischiare e ora devono pagarne le conseguenze e questo è un monito per chi sta effettivamente rischiando troppo, perché in Cina ci sono tanti investitori che investono alla cieca. La banca centrale non vuole più aiutare chi specula, o si investe in un progetto che ha senso, ma se un progetto è un mangia soldi rispetto ai ricavi, allora la banca centrale non li sostiene. Tutto ciò porterà da subito a dei costi di rifinanziamento del debito del progetto in Cina, questo vuol dire che a catena questo porterà ad un aumento della percezione del rischio nel resto del mondo, probabilmente non immediato, ma in prospettiva questo dato insieme all’inflazione lo farà.

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